Misure fiorentine: avere il braccino corto

Ha il braccino corto” è un’espressione tutt’ora utilizzata per indicare una persona avara. L’origine sembra derivi dal fatto che i venditori di stoffe, in passato, accorciavano veramente il braccio, dove il braccio che misurava, era quello del venditore. Molti commercianti per vendere e misurare la stoffa si servivano di garzoni molto giovani, ancora in crescita e quindi con braccio più corto. Poiché spesso nascevano dispute tra venditore e acquirente, tanto da diventare delle vere e proprie risse, fu stabilita la misura del “braccio fiorentino”.

In caso di controversie, cliente e commerciante andavano insieme per controllare se la misura del “braccio” corrispondeva a quella della sbarra nel muro.

Ancor oggi in via de’ Cerchi, tra via della Condotta e via dei Cimatori, possiamo vedere la barra metallica, che riportava l’unità di misura lineare: “il braccio fiorentino”, detto anche braccio a panne, corrispondente a 58,36 centimetri.

Il Comune di Firenze ha deciso di restaurare il Braccio e riposizionare una nuova sbarra con una preziosa lavorazione, inaugurata a luglio alla presenza di assessori e della Bottega orafa che l’ha realizzata.

PIEDE FIORENTINO E PIEDE LONGOBARDO

Nella Nova Cronica del Villani si legge:

Regnò re de’ Longobardi Eliprando, il quale fu grande come gigante,

e per la grandezza del suo piede si prese la misura delle terre…”

Anche a Firenze si usavano unità di misura come il piede, il palmo, il pollice, il braccio e la tesa, (la distanza tra le dita medie tenendo le braccia allargate), tutte diverse da quelle usate fuori dal territorio fiorentino. Il piede di Liutprando, in uso durante l’Alto Medioevo, fu sostituito dal piede fiorentino che subentrò come unità di misura ufficiale e per questo fu ordinata l’incisione in bassorilievo di due rettangoli proprio sul Battistero, “nascosti” sulle colonne che fiancheggiano la Porta Sud (quella di Andrea Pisano).

Un modo per razionalizzare il passaggio da un’unità di misura all’altra, evitando inutili dispute che sarebbero potute sorgere.