Gli anglobeceri. Poeti, letterari, inventori inglesi ma con spirito fiorentino

Gli anglobeceri. Poeti, letterari, inventori inglesi ma con spirito fiorentino

Parlavano un buffo vernacolo fiorentino cadenzato da un forte accento inglese. Per questo vennero soprannominati “anglobeceri“. 

“Becero” a Firenze è chi si rivela sguaiato, chiassoso… tutt’altro che “inglese”. Era solo ironia, l’anglobecero è un inglese di grande stile che abita a Firenze, meglio se in villa fuori città.

Come Henry James, scrittore e critico, che abita a Bellosguardo, e lì scrive Il carteggio Aspern. Oppure a Fiesole Villa Medici, a Settignano Villa Gamberaia o villa I Tatti; a Villa La Pietra come Sir Harold Acton; a Villa I Cedri come Mary di Teck, nobile inglese di famiglia tedesca, che sposando Giorgio V, sarebbe in seguito diventata Regina d’Inghilterra. La Regina Vittoria si muoveva fra Villa Palmieri e Villa Stibbert. In qualcuna di queste ville si poteva sorseggiare un tè con Oscar Wilde scrittore, irlandese ed esponente del decadentismo.

John Ruskin, scrittore, pittore, poeta e critico d’arte, che esaltava l’arte due-trecentesca di Giotto e Masaccio con le sue Mattinate fiorentineLo scrittore David H. Lawrence da Firenze si spostò a Scandicci, a Villa Mirenda, dove scrisse traendo ispirazione dalla campagna toscana L’amante di Lady Chatterley, che poi stampò alla tipografia Giuntina. Elizabeth Barrett Browning, la poetessa, che riteneva Firenze ”La più bella città concepita dall’Uomo”, scelse di rimanerci per sempre (è sepolta nel Cimitero degli Inglesi in piazza Donatello).Il giorno del suo funerale gli antiquari di via Maggio tirarono giù il bandone, in segno di rispetto.

E come non ricordare Henry Roberts, chimico farmacista, che si trasferisce a Firenze e nel 1843 apre la Farmacia inglese in via Tornabuoni al 17.

Per la sua raffinata clientela femminile, realizzò l’“Acqua distillata alle rose”, un tonico rinfrescante, con il profumo di tre rose: damascena, gallica e centifolia. Ma il vero successo del Roberts fu l’invenzione di una polvere bianca profumata e impalpabile il “Boro Talcum”: il Borotalco nacque a Firenze, nella classica scatola verde, nel1878.

La sede della farmacia si è spostata in via de’ Ginori, ma nella sede originale è ancora possibile osservare inalterato il fascino degli arredi in mogano, delle lampade in alabastro e ferro battuto, e delle iscrizioni dorate alle vetrine.

Il Comune di Firenze la classifica tra i 57 negozi storici considerati “intoccabili” e protetti dal Ministero delle Belle Arti.