Un angolo segreto di Boboli: Il giardino delle Camelie riapre al pubblico
Alle spalle di Palazzo Pitti si estende il meraviglioso Giardino di Boboli.
Furono i Medici a voler creare il modello di giardino all’italiana che divenne esemplare per molte corti europee.
Progettato e suddiviso in modo regolare, è un vero e proprio manuale di botanica, con una lussureggiante vegetazione sempreverde, oltre a essere un vero e proprio museo all’aperto, popolato di statue antiche e rinascimentali, ricco di grotte, prima fra tutte quella del Buontalenti, e di grandi fontane, come quella del Nettuno e dell’Oceano e quella detta del Carciofo. Al centro dell’Anfiteatro realizzato al posto della cava utilizzata in epoca medievale per l’estrazione della pietra forte, è addirittura presente un Obelisco egizio originale. Proviene dalla città di Assuan, scolpito durante il regno di Ramses II, tra il 1297 e il 1213 a.C., è uno dei monumenti più antichi esistenti in Toscana. I Medici avevano anche una vera passione per gli agrumi, tanto che ne coltivarono e incrociarono diverse specie. Oggi molti di questi antichi agrumi sono conservati nella limonaia di Boboli, costruita nel 1778 per ordine del granduca Pietro Leopoldo.
Ma dentro Boboli c’è anche un “giardino segreto“, è il Giardino delle Camelie. Uno spazio “nascosto” che in epoca medicea era strettamente riservato solo per alcuni componenti della famiglia granducale e che alla fine del Settecento fu trasformato in un raffinato giardino dedicato alla coltivazione delle camelie, piante simbolo di eleganza e bellezza.
Il Giardino delle Camelie è situato tra l’ala Sud di Palazzo Pitti e il bastione della Meridiana tra gli appartamenti privati del principe Mattias de’Medici e il giardino. La Camellia japonica è la specie maggiormente rappresentata e attualmente comprende 49 esemplari di 37 varietà, alcune delle quali molto significative per dimensioni e colori: tra queste la splendida “Candidissima”, che risale al 1830 e altre cultivar reintrodotte come “Alba Simplex”, “Lavinia Maggi”, “Oscar Borrini”, “Tricolor”, “Rosa.
Ora questo suggestivo angolo del Giardino di Boboli, normalmente chiuso, riapre al pubblico e sarà accessibile su prenotazione e per un massimo di 15 persone, con visite guidate nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, fino al 13 aprile.