Su un lato della Loggia del Mercato Nuovo si trova una delle più famose e ricercate statue di Firenze, che i fiorentini chiamano i’ Porcellino.
In realtà la statua rappresenta un cinghiale ed è opera di Pietro Tacca, allievo del Giambologna, che Ferdinando II de’ Medici fece collocare sotto la Loggia del Mercato Nuovo chiedendo di trasformala in una fontana per darle, oltre che una funzione decorativa, anche una funzione pratica: dissetare i viandanti, i cittadini e i mercanti della Loggia.
Non tutti sanno che Hans Christian Andersen, scrittore e poeta danese celebre per le sue Fiabe, proprio durante un suo viaggio a Firenze, fu ispirato dalla Fontana del Porcellino per scrivere una delle sue fiabe, “Il Porcellino Di Bronzo”. Comincia così la fiaba:
Nella città di Firenze, non lontano da Piazza del Granduca, si trova una traversa che credo si chiami Porta rossa; qui, davanti a una specie di bancarella di verdura, sta un porcellino di bronzo, di bella fattura; fresca e limpida acqua scorre dalla bocca di quell’animale, che a causa dell’età è tutto verde scuro, solo il grugno brilla come fosse stato tirato a lucido,
e questo si deve alle molte centinaia di bambini e di poveretti che vi si afferrano per avvicinare la bocca a quella dell’animale e bere. È come un quadretto vedere quel bel porcellino di bronzo abbracciato da un grazioso fanciullo mezzo nudo, che accosta la fresca boccuccia al suo grugno.
Chiunque, quando arriva a Firenze, è in grado di trovare quel luogo; basta che chieda del “porcellino di bronzo” al primo mendicante che incontra, e lo troverà di sicuro.
E più avanti prosegue:
A mezzanotte il porcellino si mosse, il ragazzo sentì che gli diceva con chiarezza:
“Ragazzino, tieniti forte, adesso partiamo!”, e difatti partì col ragazzo; fu proprio una strana cavalcata!
Fu infatti la partenza per un viaggio magico attraverso i luoghi più famosi di Firenze dove incontreranno i grandi artisti del passato e le loro opere, che a loro volta prendono vita.
Passando da una fiaba all’altra… è ancor più sorprendente è vedere una copia del Porcellino in alcune sequenze di due dei film della saga di Harry Potter: in “Harry Potter e la camera dei segreti”, nel salone d’ingresso della scuola di Hogwarts e in “Harry Potter e i doni della morte – parte 2”, nella Stanza della Necessità.
La tradizione della monetina
È noto a tutti che, per credenza popolare, toccare il naso del Porcellino porti fortuna, ma per far sì che il buon auspicio si avveri, dopo aver strofinato il naso bisogna mettere nella bocca dell’animale una monetina che deve cadere tra le fessure della grata sottostante. Ma solo le monete più pesanti e quindi quelle di maggiore valore entrano tra le maglie della grata, e poiché le offerte sono donate all’Opera della Divina Provvidenza della Madonnina del Grappa, si può accettare… la gabella.
Visitiamo e tocchiamo il muso al “Porcellino”… PORTA FORTUNA!