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Il “bollore” fiorentino, i modi di dire e come sopravvivere a tavola

Da secoli il fiorentino DOC combatte il caldo con un’arma infallibile: il sarcasmo. Quando il termometro sale e la tentazione di invidiare chi abita sulla collina di Fiesole si fa forte, nei vicoli del centro e attorno a Piazza Mercato Centrale risuona un vero e proprio prontuario di sopravvivenza linguistica.

Se passeggiando per la città vi capita di sentire queste frasi, allora è davvero una giornata calda, afosa… ma niente paura, ecco la “traduzione”:

  • Oggi l’è abbollore!

Quando l’aria sopra la pietra serena tremola e sembra bollire, non è solo caldo è bollore, il culmine del calore estivo, ossia si bolle come l’acqua nella pentola prima di buttare la pasta.

  • L’è un caldo che si schianta!

“Schiattare” significa cedere, scoppiare. È l’esclamazione per dire che si è arrivati al limite della resistenza umana, si scoppia, come dire, si muore dal caldo insomma, ma con fragore.

  • Fa un’afa che s’affoga!

Quando l’umidità dell’Arno decide di farsi sentire e l’aria diventa così densa che sembra quasi di doversi fare strada a bracciate e si fatica a respirare dall’umido che c’è.

  • Quello s’è preso una caldata…

È la diagnosi istantanea che si fa a chi ha affrontato le piazze di Firenze a mezzogiorno, e si ritrova con la pelle aragosta e lo sguardo perso in cerca di un po’ di ombra.

Firenze è adagiata in una splendida conca circondata da colline. Quando arriva l’estate, la città diventa una vera e propria “buca” rovente, dove le pietre dei palazzi storici accumulano calore e il sole non dà tregua.

E a tavola? La sopravvivenza al fresco da Zà Zà

Come si sopravvive dunque a tutto questo calore? La reazione d’istinto di un fiorentino in una giornata abbollore è immediata: “Stasera mangerei solo prosciutto e popone!” (dove per popone s’intende il melone). E per finire viene anche voglia di abbuffarsi di cocomero – che qui guai a chiamare anguria! – ma per fortuna a tavola si può andare anche oltre i soliti cliché estivi.

Alla Trattoria Zà Zà, in Piazza del Mercato Centrale, il classico piatto di prosciutto crudo e popone fresco ovviamente non manca mai, ma quando il caldo picchia davvero vengono proposte idee diverse per restare leggeri senza rinunciare al gusto. Per chi non vuole rinunciare alla carne, ad esempio, le tartare di manzo battute al coltello – da quella classica a quella al tartufo fresco fino alle varianti più sfiziose – sono un’ottima alternativa fresca e saporita, così come le ricche insalate di stagione.

l segreto per battere la “buca” sta tutto nel trovarsi al posto giusto: nelle ore più calde basta rifugiarsi all’interno nelle sale climatizzate di Zà Zà, sorseggiando un vino bianco ben fresco, una coppa di bollicine o uno Spritz della casa (come quello alla pesca o alla mora), per dimenticarsi dell’afa.

E quando il sole finalmente cala, la “buca” si rinfresca: ci si siede all’aperto nella piazza illuminata: la sera porta la sua brezza e l’estate fiorentina torna a essere pura magia.

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